Grip da surf
I grip da surf si posizionano sulla parte posteriore della tavola per aumentare la trazione antiscivolo del piede posteriore ed eliminare la necessità di cera in questa zona del deck. Oltre alla loro funzione di presa e controllo, hanno anche una valenza estetica, con un’ampia varietà di colori e formati. Ciò che fa davvero la differenza è scegliere il modello in base alla forma del tail, all’appoggio del piede e al tipo di surf praticato.
Guida alla scelta dei grip da surf: caratteristiche, installazione e criteri
A cosa serve il grip da surf e quali vantaggi offre?
I grip da surf si applicano sul deck posteriore della tavola da surf e forniscono un’aderenza antiscivolo senza bisogno di paraffina o wax in quella zona. In pratica, migliorano la trazione e il controllo durante le curve, evitando che il piede posteriore scivoli all’indietro negli appoggi più forti. Aiutano inoltre a ritrovare sempre la stessa posizione del piede, un punto utile sia per i principianti sia per i surfisti avanzati.
Se c’è un aspetto da tenere a mente è questo: il grip non serve solo a non scivolare, ma soprattutto a guadagnare precisione nel posizionamento del piede posteriore. Ciò che distingue una tavola dall’altra in queste condizioni è il modo in cui il tail risponde quando l’appoggio cade esattamente nel punto giusto. Per questo il rilievo, l’altezza del taco e la larghezza del set contano più dell’aspetto visivo.
Installazione del grip da surf: passaggi per applicarlo correttamente
Applicare un grip da surf è un processo semplice grazie alla base autoadesiva. Per prima cosa è bene pulire e asciugare completamente il deck posteriore della tavola da surf: non devono rimanere sale, sabbia, umidità né residui di cera. Da considerare quando si installa un grip: una superficie preparata male riduce molto l’aderenza con il passare delle sessioni.
Successivamente si rimuove il film protettivo dell’adesivo e si posiziona il grip a sezioni, premendo in modo progressivo per evitare bolle d’aria. Di solito si lascia riposare per circa 24 ore prima di entrare in acqua. In pratica, questo tempo di attesa è ciò che permette a l’incollaggio di stabilizzarsi e alla trazione di funzionare come deve fin dalla prima sessione.
Cos’è l’arch bar e come sceglierlo in base al tipo di piede?
L’arch bar è il rilievo centrale del grip, posizionato sotto l’arco plantare. La sua altezza varia a seconda del modello e il criterio di scelta è il tipo di appoggio del piede posteriore e la sensibilità che si desidera avere sulla tavola. Un arch bar discreto offre una sensazione più piatta; uno più pronunciato definisce meglio la posizione e offre un riferimento più marcato sotto pressione.
Per piedi con arco plantare alto, di solito funziona meglio un arch bar medio o alto. Per chi preferisce spostare il piede rapidamente o una sensazione meno invasiva, un rilievo basso risulta in genere più naturale. Quello che fa la differenza è trovare il giusto appoggio senza perdere comfort nelle sessioni più lunghe.
Cos’è il kick tail e perché influisce su curve e controllo?
Il kick tail è il taco rialzato posteriore che blocca il piede ed evita che scivoli all’indietro quando si carica peso sulla coda. La sua altezza influisce direttamente sul controllo: un kick tail più marcato offre più sostegno nelle manovre verticali, nei reentry o nelle curve con molta pressione. Al contrario, un taco più moderato trasmette una sensazione meno aggressiva e più libera.
Ciò che distingue una tavola dall’altra in queste condizioni è il modo in cui il piede posteriore spinge sul tail. Nelle shortboard orientate alla manovra, molti surfisti cercano taco con un’altezza approssimativa tra 20 e 30 mm. Per un uso più polivalente, un kick tail intermedio è in genere sufficiente per combinare controllo e comodità.
Quando conviene usare un grip da surf e con quali tavole è compatibile?
Il grip da surf è altamente consigliato quando si desidera un riferimento chiaro per il piede posteriore e una trazione costante. A livello principiante, aiuta a individuare il corretto posizionamento del piede e a ripeterlo sessione dopo sessione. A livello intermedio o avanzato, offre un controllo extra nelle manovre e riduce la dipendenza dalla cera nella zona posteriore.
La compatibilità dipende soprattutto dalla superficie della tavola. Questi grip sono pensati per tavole con finitura rigida, come shortboard, fish, ibride o alcune evolutive in fibra. Di solito non aderiscono bene alle tavole softboard, perché la schiuma superiore non offre una base stabile per l’adesivo.
Come scegliere un grip da surf: numero di pezzi, arch bar e kick tail
La scelta di un grip da surf dovrebbe seguire un ordine chiaro. Per prima cosa è utile considerare la larghezza e la forma del tail; poi il numero di pezzi; infine il rilievo dell’arch bar e l’altezza del kick tail. Se c’è un punto da ricordare è questo: il grip deve corrispondere all’appoggio reale del piede e non solo al disegno del pezzo.
- Numero di pezzi e configurazione: I grip esistono in 1, 2, 3, 4 o 5 pezzi. Un modello a 3 pezzi di solito si adatta bene alla maggior parte delle shortboard e delle tavole di larghezza media. Se il tail è particolarmente largo, come avviene su alcuni fish o ibridi, una configurazione a 2 pezzi larghi o a 5 pezzi permette di regolare meglio la copertura laterale.
- Arch bar: Il criterio di scelta è il tipo di appoggio del piede. Un arch bar alto offre più riferimento e più tenuta, utile se si carica molto la manovra sul piede posteriore. Un arch bar basso risulta più discreto e può essere indicato per chi privilegia una sensibilità diretta con la tavola.
- Kick tail: Da considerare quando si cerca controllo nelle curve più impegnative: un taco più alto trattiene meglio il piede nelle manovre con forte pressione. Per un surf più fluido o polivalente, un kick tail medio offre in genere un equilibrio più facile da gestire. La differenza reale emerge quando si surfa con appoggio arretrato e cambi rapidi di direzione.

