Altezza onde mare: previsioni e mappe per i mari italiani

Pubblicato da Sebastiano il 24/09/2026 01:16 .

L'altezza delle onde del mare, da sola, non basta a scegliere una sessione: la previsione diventa utile solo se si legge anche il periodo, la direzione e il vento. I valori di mappe e bollettini vanno letti insieme, verificati nella loro affidabilità e trasformati in una valutazione concreta dello spot, prima di scegliere tavola e attrezzatura.

Capire l’altezza delle onde

Ogni previsione del mare parte da un numero espresso in metri. Quel valore, però, non descrive una singola onda: riassume un insieme di onde osservate su un'area e in un momento precisi. Il dato cambia tra Tirreno, Adriatico e resto del Mediterraneo, per cui va sempre riferito alla zona che interessa.

Altezza onde mare raffigurata con grandi onde azzurre e freccia verticale, testo “Altezza onde mare: previsioni e mappe per i

Hs e altezza dell'onda

L'altezza dell'onda è la distanza verticale tra la cresta e il cavo. Per capire come si misura l'altezza delle onde nelle previsioni occorre però passare a un valore statistico: l'altezza significativa, indicata con Hs o SWH.

  • Campione: si considerano le onde presenti su una data superficie del mare.
  • Ordinamento: le onde vengono disposte per altezza crescente.
  • Calcolo: si fa la media del terzo più alto del campione.
  • Risultato: il valore ottenuto è l'Hs riportato su mappe e bollettini.

Hs non coincide con la media di tutte le onde. Al contrario, non indica nemmeno l'altezza di ciascuna onda: alcune saranno più basse, altre più alte.

Stato del mare e onde massime

In aggiunta a Hs, lo stato del mare descrive le proprietà delle onde in un luogo e in un istante: altezza significativa, direzione di propagazione, periodo medio e periodo di picco. L'altezza massima Hmax è invece la singola onda più alta in una finestra temporale. Secondo una relazione statistica, e non deterministica, può arrivare a circa il doppio di Hs.

Scala Douglas e mare mosso

Una volta noto Hs, la scala Douglas lo traduce in un termine descrittivo. In pratica: il mare è calmo a 0 m, quasi calmo fino a 0,10 m e poco mosso tra 0,10 e 0,50 m. Il grado 3, mosso, va da 0,50 a 1,25 m: onde di 60 cm rientrano qui.

Il dettaglio che conta: la scala Douglas classifica lo stato del mare, la scala Beaufort la forza del vento. Un'espressione come «mare forza 5», senza altro contesto, resta ambigua.

Grado Douglas Stato del mare Altezza significativa
0 Calmo 0 m
1 Quasi calmo 0-0,10 m
2 Poco mosso 0,10-0,50 m
3 Mosso 0,50-1,25 m
4 Molto mosso 1,25-2,50 m
5 Agitato 2,50-4,00 m
6 Molto agitato 4,00-6,00 m
7 Grosso 6,00-9,00 m
8 Molto grosso 9,00-14,00 m
9 Tempestoso oltre 14 m

Leggere mappe e bollettini del mare

La scala Douglas riassume, le previsioni meteo-marine dettagliano. Mappe e bollettini di meteo mare per i mari italiani combinano più dati, e la differenza si gioca su come si leggono insieme: altezza, direzione delle onde, periodo e venti.

Sfondrato surfista all’interno di una onda tubante, in posizione di piegamento. altezza onde mare.

Dati mostrati dalle mappe

Una mappa marina riporta di norma l'altezza significativa in metri, la direzione delle onde, il periodo e il vento. Talvolta aggiunge informazioni su correnti e livello del mare. Nelle mappe WaveWatch III, per esempio, Hs appare in metri su scala di colori e la direzione è indicata con frecce.

Proprio le frecce richiedono attenzione. Per le onde possono indicare la provenienza oppure la direzione di propagazione, a seconda del prodotto; per il vento indicano sempre la provenienza. Controlli sempre la legenda prima di interpretarle.

Periodo e tipo di onda

Accanto all'altezza compare il periodo delle onde: il tempo, in secondi, tra due creste successive nello stesso punto.

I bollettini ne riportano due versioni. Il periodo medio è indicato come Tm o MWP. Il periodo di picco Tp, invece, identifica il periodo con la maggiore energia nello spettro delle onde.

A parità approssimativa di altezza, un periodo più lungo indica onde più distanziate. Su fondali bassi, lo stesso Hs con periodi diversi può produrre un frangente molto diverso.

Swell e bollettino operativo

Il periodo aiuta anche a distinguere due componenti. Lo swell nasce da vento o tempeste lontane e arriva a costa anche con vento locale debole; il wind sea è generato dal vento nell'area o nelle immediate vicinanze. La differenza tra swell e altezza dell'onda complessiva sta qui: le previsioni riportano lo swell separatamente, con altezza e periodo propri.

Il bollettino mare viene emesso ogni giorno per oggi, domani e dopodomani, con le prime tre giornate suddivise in quattro finestre temporali. La lettura segue un ordine preciso:

  • Partire da Hs: fissa l'ordine di grandezza del moto ondoso.
  • Verificare periodo e provenienza: poi vento medio, a 10 m di altezza, e raffiche.
  • Confrontare con lo spot: orientamento della costa e fascia oraria.

Un esempio concreto: Hs 1,8 m, Tp 5 s, onda da SW e vento da SW a 20 kt. Questa combinazione suggerisce una forte componente di onda da vento e un mare più confuso.

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Affidabilità delle previsioni delle onde

Un bollettino ben letto vale quanto la sua affidabilità. Le previsioni marine perdono precisione con il passare dei giorni e dipendono dal modello usato. Il loro valore reale emerge dal confronto con i dati misurati.

Orizzonte utile delle previsioni

Per decidere quando uscire in mare, le previsioni delle prossime 24-72 ore sono le più utili. Oltre questa finestra servono aggiornamenti progressivi.

  • Fino a 48 ore: ISPRA pubblica altezza e direzione delle onde nel Mediterraneo.
  • Fino a 5 giorni: il sistema Henetus copre l'Adriatico.
  • 7 o 15 giorni: le previsioni estese descrivono una tendenza o uno scenario.

Prima di scegliere uno spot preciso conta il bollettino aggiornato: il prodotto esteso orienta, non decide.

Modelli e incertezza

La previsione dello stato del mare nasce da un modello d'onda dedicato, distinto dalle previsioni oceanografiche. Dall'ottobre 2025 il modello nazionale WW3-MEDITA usa WAVEWATCH III con risoluzione da circa 18 km al largo a circa 150-200 m lungo le coste italiane. Come forzante usa il vento a 10 m, combinando ICON-2I a 2,2 km ed ECMWF-IFS a circa 9 km.

Una griglia fine non elimina però l'incertezza su fondale, rifrazione e vento locale. I modelli ARPAL vengono aggiornati in genere ogni sei ore. Le previsioni probabilistiche usano invece ensemble: quello ECMWF comprende un controllo e 50 membri perturbati, e per le onde il prodotto deterministico viene soppresso oltre il giorno 10.

Confronto con misure e avvisi

Per valutare l'affidabilità locale, confronti modello, boa ondametrica e vento osservato. Nell'Adriatico, secondo il CNR, piccole variazioni meteorologiche riducono soprattutto l'affidabilità a lungo termine.

Anche le soglie ufficiali aiutano. Secondo Arpae Emilia-Romagna, una mareggiata richiede altezza significativa superiore a 1,34 m per almeno 4 ore: non è il semplice mare mosso. Alla boa di Capo Mele, il 29-30 ottobre 2018, ARPAL Liguria ha registrato Hs 6,4 m e Hmax 10,3 m. Il periodo di picco era di 12 s. Gli avvisi di maltempo completano le previsioni meteo-marine, ma non escludono eventi pericolosi non segnalati.

Valutare le onde sullo spot

Una previsione affidabile resta un dato al largo. Per il surf il passaggio decisivo è capire come quel moto ondoso arriverà sulla località scelta, e con quali condizioni per il proprio livello.

Surfista su tavola corta vicino alla riva con score di altezze onde su smartphone: altezza onde mare, previsioni e mappe.

Dal largo alla costa

L'altezza dell'onda prevista al largo non coincide automaticamente con quella osservata sullo spot. Avvicinandosi alla costa, diversi fattori trasformano il moto ondoso:

  • Batimetria: il profilo del fondale guida l'energia in arrivo.
  • Shoaling: l'onda cresce in altezza quando il fondale si alza.
  • Rifrazione: la cresta si piega seguendo le variazioni di profondità.
  • Fondale locale: sabbia, secche o scogli determinano la forma del frangente.

In aggiunta, direzione di provenienza e periodo vanno confrontati con l'esposizione della località. Anche uno swell lungo può non entrare su una costa schermata.

Qualità della sessione di surf

Una volta verificata l'esposizione, resta la qualità. Nessun singolo dato la definisce: altezza, periodo, direzione, regolarità, fondale e vento locale vanno valutati insieme.

  • Vento sfavorevole: uno swell di 1,2 m a 10 s può dare una sessione scadente con vento da nord-est a 18 nodi.
  • Mare in scaduta: il vento cala mentre arriva ancora energia dal largo, condizione ricercata dai surfisti.
  • Venti locali: incidono direttamente sulla faccia dell'onda.

Le esigenze cambiano poi con la disciplina. Il surfista guarda soprattutto forma, periodo e direzione delle onde.

Per il bodyboard, al contrario, pesano anche ripidità, take-off e shorebreak, cioè il frangente che rompe a riva.

Sicurezza e livello di esperienza

Per chi inizia, la scelta giusta quando le condizioni sono incerte è uno spot con fondo sabbioso, pendenza dolce, rientro semplice e spazio disponibile.

Non esiste una soglia universale sicura per il principiante. Vanno valutati altezza significativa, periodo, direzione, vento, fondale, correnti, forma del frangente, affollamento e possibilità di uscita dall'acqua.

Domande frequenti

Sì. Nella scala Douglas, onde di 60 cm rientrano nel grado 3, mare mosso, compreso tra 0,50 e 1,25 m. Il grado 4, molto mosso, va da 1,25 a 2,50 m. Il grado 5, agitato, va da 2,50 a 4,00 m.

Secondo la scala Douglas, il mare calmo, grado 0, corrisponde a 0 m. Il grado 1, quasi calmo, arriva a 0,10 m, mentre il grado 2, poco mosso, va da 0,10 a 0,50 m.

Il mare è mosso quando l'altezza delle onde è tra 0,50 e 1,25 m, grado 3 della scala Douglas. Oltre si passa a molto mosso fino a 2,50 m, poi ad agitato fino a 4,00 m. I bollettini usano questi stessi termini.